L'usbergo della parola
Se non fosse il mio capo [leggi: fascista, integralista cattolico, informe e prossimo ai 70] credo che potrei anche innamorarmi di un uomo che utilizza l'espressione "ricorrere all'usbergo".
Quindi non credo mi innamorerò mai del leprotto gigante.
Non che si esprima male. Ma non utilizza quelle buffe e desuete espressioni che tanto divertono il sottoscritto e che, se non altro, danno un po' di colore al nulla che l'essere umano solitamente proferisce.
Al solito, ho già esasperato la cosa: neanche fosse un analfabeta, l'altro giorno, pronunciando la parola "empatia", mi sono sentito subito in dovere di spiegargliene il significato.
Si è risentito...


8 Comments:
Non mi capacito punto, stanti le suddette elucubrazioni, del suo aborrire - in tempi che furono - il mio colloquiare secondo un fraseggio vetusto...
Si tratta di una frase ogni tanto, fra un "cioè" e un "mica"..non di interminabili brocardi simil-danteschi!
Questo sfregio verrà lavato nel suo loffio sangue! Le lancio il guanto.
Tra le altre nel mio vocabvolario, io uso spesso l'espressione "ammantato di fascinosi/torbidi/odiosi/ecc. colori" presa da "Tom Jones" di Henry Fielding... e non è l'unica! :-)
verty: non dubito che Lei sia un'inesauribile fonte di citazioni!
giovin stolto: non raccolgo neanche..mi attivo solo a seguito di ventagliate sulle gote..
Ah che gran gusto sarebbe accapigliarci a colpi di ventaglio, binocolini da teatro, cerchi da sottogonna in ciliegio e stechce di balena tolte dal bustier!
Ti capisco. E' come quando non riusciva a farmi prendere da un tipo che frequentavo perchè limonava con i denti socchiusi. Son quei particolari che ti devastano.
caro vibe, qui x come butta meglio non andare troppo per il sottile..:)
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